“Ceneri,” è la storia di Chicco, uomo di famiglia quarantenne che insegna italiano agli studenti americani della John Cabot University, di fronte al palazzo dove vive a Trastevere, in una Roma per niente distopica nel 2043. Chicco è la proiezione di come potrebbe essere un perfetto esemplare della Generation Z, con le caratteristiche fragilità e ansie rappresentate dalla sua necessità di integrazione a tutti i costi e dal non volere mai uscire dal suo quartiere.
Convocato in uno studio legale romano, riceve un’urna con le ceneri che presume siano del padre giramondo, scomparso quando Chicco aveva solo dieci anni. Assieme al vaso di ceramica, c’è un biglietto del treno per Ginevra. Qui inizia lo sforzo di cambiamento di Chicco, refrattario a qualsiasi viaggio, che viene istigato da moglie, madre e amici a inseguire una presunta eredità e a sforzarsi salire su quel treno, superando le sue fobie.
A Ginevra riceverà un altro biglietto, questa volta per un volo in partenza da Roma, che innescherà un viaggio di trasformazione lo porterà con un colpo di scena in un Paese tropicale, scoprendo ad ogni tappa enigmatici amici del padre e documenti utili a ricostruire il mistero dell’urna, che Chicco porta sempre con sé per spargere un po’ di ceneri ad ogni tappa, spingendosi fino in Asia fino a un finale a sorpresa nelle Prealpi vicentine.
Chicco scoprirà così gli inganni di quella che pensava fosse la sua realtà. Cosa muove davvero le persone? Come fare i conti con la disfunzionalità di un genitore sconosciuto? Come capire che a volte chi ci sembra familiare può essere la persona più aliena? Un’ironia corporea che accetta il caos e trasforma i traumi in saggezza mite emerge da questo omaggio a “Treno di panna” di Andrea De Carlo e “Per dove parte questo treno allegro” di Sandro Veronesi–un incrocio tra resoconto e narrativa, il rosaggio, romanzo-saggio che affronta queste e molte altre domande.
Carlo Pizzati è scrittore, analista e giornalista. Ha recentemente pubblicato “Il fuggitivo” (Neri Pozza, 2025 terzo premio Porta d’Oriente), “Una linea lampeggiante all’orizzonte” (Baldini & Castoldi, 2022), “La tigre e il drone” (Marsilio, 2020- Premio Gambrinus Mazzotti) in italiano, e in inglese “A History of Objects” (Harper Collins 2022) e “Bending Over Backwards” (Harper Collins 2019).
Collabora con Repubblica dal 1987 e con La Stampa dal 2016, occupandosi di geopolitica, letteratura e cultura globale con specializzazione in quella asiatica. Da 40 anni scrive corrispondenze per grandi quotidiani e riviste da New York, America Latina, Spagna e Asia, dove vive da quindici anni. È stato fondatore, conduttore e autore di Omnibus-La7, co-autore di Report (Rai3) con Milena Gabanelli, ex direttore di Kataweb.es per il Gruppo Espresso. Come dirigente Telecom è stato direttore di Virgilio.it e poi direttore della fondazione americana Civitella Ranieri. Ha insegnato teoria della comunicazione presso l’Asian College of Journalism di Chennai e tenuto lezioni alla sua alma mater, la Columbia University, oltre che a: New York University, Loyola University, Yonsei University (Seul), Ca’ Foscari e Sapienza.
Ad oggi ha pubblicato quattro romanzi, quattro memoir, due saggi e due raccolte di racconti brevi, in italiano e in inglese. Originario di Valdagno (VI), ha vissuto 11 anni negli Stati Uniti, tre in America Latina, e vive in India dal 2010.