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SUMMARY:FEDERICA MANZON presenta ALMA (Feltrinelli)
DESCRIPTION:VINCITRICE PREMIO CAMPIELLO sessantaduesima edizione\n\nVirgini
 a Angeletti dialoga con l'autrice\n\nLei non saprebbe dire dove sta la sua
  appartenenza\, neanche la sua città lo sa: si è pensata sempre parte di
  una nazione che non era la sua\, immaginava l’Austria\, sognava il regn
 o degli slavi\, e perfino la nazione garibaldina\, ma poi è rimasta estra
 nea a tutto e soprattutto a se stessa. \n\nTre giorni dura il ritorno a T
 rieste di Alma\, che dalla città è fuggita per rifarsi una vita lontano\
 , e ora è tornata per raccogliere l’imprevista eredità di suo padre. U
 n uomo senza radici che odiava il culto del passato e i suoi lasciti\, un 
 padre pieno di fascino ma sfuggente\, che andava e veniva al di là del co
 nfine\, senza che si potesse sapere che lavoro facesse là nell’isola\, 
 all’ombra del maresciallo Tito “occhi di vipera”.\nA Trieste Alma ri
 trova una mappa dimenticata della sua vita. Ritrova la bella casa nel vial
 e dei platani\, dove ha trascorso l’infanzia grazie ai nonni materni\, c
 ustodi della tradizione mitteleuropea\, dei caffè colti e mondani\, dista
 nte anni luce dal disordine chiassoso di casa sua\, “dove le persone ent
 ravano e se ne andavano\, e pareva che i vestiti non fossero mai stati tol
 ti dalle valigie”. Ritrova la casa sul Carso\, dove si sono trasferiti a
 ll’improvviso e dove è arrivato Vili\, figlio di due intellettuali di B
 elgrado amici di suo padre. Vili che da un giorno all’altro è entrato n
 ella sua vita cancellando definitivamente l’Austriaungheria. Adesso è p
 roprio dalle mani di Vili\, che è stato “un fratello\, un amico\, un an
 tagonista”\, che Alma deve ricevere l’eredità del padre. Ma Vili è l
 ’ultima persona che vorrebbe rivedere.\nI tre giorni culminanti con la P
 asqua ortodossa diventano così lo spartiacque tra ciò che è stato e non
  potrà più tornare – l’infanzia\, la libertà\, la Jugoslavia del pa
 dre\, l’aria seducente respirata all’ombra del confine – e quello ch
 e sarà.\nFederica Manzon scrive un romanzo dove l’identità\, la memori
 a e la Storia – personale\, familiare\, dei Paesi – si cercano e si sf
 uggono continuamente\, facendo di Trieste un punto di vista da cui guardar
 e i nostri difficili tentativi di capire chi siamo e dov’è la nostra ca
 sa.\n\nFederica Manzon (Pordenone\, 1981) ha esordito nel 2008 con Come si
  dice addio (Mondadori)\, al quale sono seguiti Di fama e di sventura (Mo
 ndadori\, 2011\, premio Rapallo Carige e premio Selezione Campiello)\, La 
 nostalgia degli altri (Feltrinelli\, 2017) e il Bosco del confine (Aboca E
 dizioni\, 2020). Ha inoltre curato l'antologia I mari di Trieste (Bompiani
 \, 2015). Vive tra Milano e Trieste.\n\n\n*******\nIngresso gratuito fino 
 ad esaurimento dei posti disponibili. \nPrenotazione consigliata a: info@b
 aldilibri.it o con messaggio al numero 338 3946998\n\n\n&nbsp\;
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