in dialogo con Cristina Berardo
Una baracca oscura, oltre un ponte. Una figura minacciosa avvolta nell’ombra e un bambino addormentato sotto una coperta rossa. È così che Elena Dal Pozzo vede il figlio Mattia, scomparso da quasi un anno, durante una seduta di ipnoterapia che le fa rivivere il momento più brutto della sua intera esistenza. Da allora, riesce a convivere col dolore soltanto grazie al torpore farmacologico in cui si rifugia sempre più spesso, ascoltando ossessivamente Comfortably Numb dei Pink Floyd. Senza cancellare del tutto, però, la voglia di farsi male.
Un tempo, Elena è stata una giornalista di valore e prospettiva, era brava. Dopo la scomparsa del figlio, però, lavora per una piccola emittente locale. Ed è in redazione quando il suo mondo crolla di nuovo. Una conferenza stampa urgente in questura. Sembra preludere a qualcosa di grave. É costretta a muoversi.
E a scoprire che è scomparso un altro bambino. Nell’anniversario della sparizione di suo figlio. Nello stesso punto.
E a scoprire che è scomparso un altro bambino. Nell’anniversario della sparizione di suo figlio. Nello stesso punto.
Il passato è pronto a trascinarla di nuovo nell’abisso. Anche perché a guidare le indagini è sempre Santo Mixielutzi, noto in questura come “Sfinge”. Un uomo di poche parole, che non sembra concedersi sentimenti nemmeno davanti al dolore più lancinante. Un vero professionista, che nasconde però un segreto, sepolto sull’isola dove è nato.
“Il silenzio che resta” é un thriller che scava nella psiche dei personaggi per rappresentare la vorticosa discesa agli inferi di una madre incapace di arrendersi alla verità che qualcun altro le ha cucito addosso.
Giuliano Pasini. Nato a Zocca in provincia di Modena, è un orgoglioso uomo d’Appennino che vive in pianura, a Treviso. Socio di Community, una delle più importanti società italiane che si occupano di reputazione, è presidente del Premio Letterario Massarosa e in giuria di altri concorsi italiani e internazionali. Il suo esordio, Venti corpi nella neve (ora Piemme), diventa subito un caso editoriale, tradotto in diversi Paesi. Seguiranno Io sono lo straniero e Il fiume ti porta via, tutti con protagonista Roberto Serra, poliziotto anomalo e dotato di grande umanità, in perenne fuga da sé stesso e dal male che lo affligge. È così che si muore ne segna il ritorno a Case Rosse, dieci anni dopo il primo romanzo. Un’ambientazione che ritroviamo, così come la coppia Serra e Tonelli, nell’ultimo appassionante thriller di Pasini, L’estate dei morti.
*******
Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Prenotazione consigliata a info@baldilibri.it o con messaggio al numero 338 3946998
Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Prenotazione consigliata a info@baldilibri.it o con messaggio al numero 338 3946998